SONO ANCORA IN RIUNIONE!

Le riunioni sono perdite di tempo o strategie vincenti?

Perché si fa una riunione? Quali sono i motivi che spingono ad organizzare una riunione? Paradossalmente i motivi per cui si fanno le riunioni sono di due tipi: positivi o negativi.

I principali motivi positivi per cui si fa una riunione possono essere: per mettere in comune le risorse, per stimolare e far incontrare le persone, per aiutare a comunicare, per farsi notare.

I principali motivi negativi per cui si fa una riunione possono essere: per evitare le responsabilità, per fare sfoggio di potere, per evitare il lavoro, per abitudine, per ratificare decisioni.

E’ inutile dire che le riunioni basate su motivazioni negative non solo sono inutili, ma addirittura sono dannose in termini economici e di relazioni interne per tutta l’organizzazione. Ovviamente, qui ci occupiamo solo delle riunioni basate su motivazioni positive!

Gli elementi concreti indispensabili perché una riunione possa realizzarsi sono tre:

i partecipanti, il leader e il luogo.

Vediamoli uno alla volta.

riunione riunioni1. I PARTECIPANTI. Il numero dei partecipanti ottimale deve essere dalle 5 alle 10 persone, in quanto rappresenta la cellula di base (è stato dimostrato che il gruppo 3-4 membri è povero dal punto di vista propositivo, mentre il gruppo con più di 10 membri tende a frazionarsi in sottogruppi). Le riunioni sono “gruppi in azione” e le persone che vi partecipano portano nella riunione la loro personalità individuale, ma nel corso della riunione prende il sopravvento un’altra personalità, ossia quella del gruppo.

Qual è il comportamento che dovrebbero tenere i partecipanti perché la riunione sia efficace? È importante che i partecipanti arrivino alle riunioni preparati sui temi all’ordine del giorno, parlino in modo chiaro e rispettando i tempi (se qualcuno usa la riunione per far sfoggio della sua arte oratoria, i tempi si allungano e si perde di efficacia), sappiano ascoltare i propri interlocutori ed infine dimostrino pazienza, educazione e tatto.

2. IL LEADER. Il coordinatore delle riunioni deve:

  • essere flessibile, cioè sapere quando essere “deciso” con i partecipanti per mantenere il controllo e quando poter essere meno rigido, anche per non dare l’impressione di essere prepotente;
  • saper ascoltare i partecipanti alla riunione, riconoscere la loro competenza ed essere aperto ai loro suggerimenti e proposte;
  • saper gestire i momenti di tensione che si possono verificare durante la riunione, rispettando sempre le regole procedurali.   

riunione di squadraQuindi, se vuoi essere un valido coordinatore della riunione devi:

  • avere un atteggiamento positivo, con il quale mostrare che intendi ricavare il massimo dalla riunione;
  • far percepire ai partecipanti che intendi esaurire l’argomento dell’ordine del giorno;
  • non lasciare che i partecipanti prendano il sopravvento durante la riunione, altrimenti diventeresti invisibile;
  • permettere ai partecipanti di parlare;
  • incoraggiare i partecipanti a contribuire con le proprie competenze individuali e trattare tutti allo stesso modo.

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3. IL LUOGO. È importante, nel preparare una riunione, decidere la sede dove condurla sulla base di alcuni elementi fondamentali. La sede deve:

  • essere della forma e delle dimensioni giuste a seconda del numero dei partecipanti;
  • essere tranquilla, ben illuminata, arieggiata e con una buona acustica per non creare problemi di attenzione dei partecipanti;
  • essere esente da interruzioni e disturbi per facilitare una concentrazione ininterrotta e un ambiente di lavoro efficiente;
  • deve avere una disposizione spaziale ottimale per facilitare le comunicazioni e le interazioni (a questo proposito, è stato progettato come soluzione molto positiva un tavolo speciale, un tavolo ovale con un estremo “tagliato” ad indicare il posto del coordinatore).

Infine, per aiutarti ad autovalutare la tua capacità di coordinare una riunione, ti proponiamo questa breve check list. La riunione è improduttiva se:

  1. le discussioni sono state superficiali e inconcludenti
  2. non sono stati raggiunti gli obiettivi prefissati
  3. il tempo è stato male impiegato
  4. i partecipanti, dopo la riunione non si sentono soddisfatti
  5. la partecipazione è stata minimale
  6. non sono stati affrontati tutti i punti previsti dall’ordine del giorno
  7. non si è effettuato il lavoro di gruppo.

Per ciascuna affermazione cerca di individuare le possibili cause. Alcune possono essere imputabili a te in qualità di coordinatore ed altre (poche altre) possono derivare da fattori esterni. Rispondi in modo onesto con te stesso e… buona riunione!

Fabiola&Paolo

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Guarda il nostro filmato sulla fase del “decollo” nel parlare in pubblico.

Il “decollo” è la fase iniziale del parlare in pubblico, quella dove – con poche battute e in una manciata di minuti – devi conquistare il tuo pubblico e convincerlo che val la pena ascoltarti. Se affronti bene la fase iniziale del parlare in pubblico, il resto è in discesa. Se sbagli proprio in questa fase iniziale del parlare in pubblico… tanti auguri!

Guarda il nostro video sull’ascolto attivo

Nella comunicazione umana l’ascolto attivo è l’elemento fondamentale. Se sai ascoltare, comunichi in modo efficace. La comunicazione umana interpersonale è soprattutto capacità di ascolto attivo. Ci preoccupiamo troppo di “saper parlare” per comunicare bene. Dovremmo invece preoccuparci di più di “saper ascoltar”e empaticamente.

Guarda il video sul linguaggio del corpo dell’aggressivo e dell’assertivo – Se hai autostima, hai più capacità di comunicazione assertiva. L’autostima e l’assertività sono una conseguenza dell’altra. Con il tuo linguaggio del corpo puoi essere assertivo e migliorare i rapporti con gli altri. Guarda come l’assertività, la passività e l’aggressività trasmettono la tua autostima tramite il linguaggio del corpo. La comunicazione non verbale, come sempre lancia messaggi inequivocabili. La simulazione mostra il linguaggio del corpo e l’autostima dell’aggressivo, del passivo, dell’assertivo

4 Responses to SONO ANCORA IN RIUNIONE!

  1. roberto ha detto:

    Salve, vorrei chiedere un suggerimento.
    E’ possibile applicare l’insegnamento della tecnica di comunicazione anche ai colloqui di lavoro?
    Mi capita spesso di sostenere colloqui che non vanno a buon fine, eppure ritengo di avere i requisiti professionali o il percorso didattico idoneo a ciò che l’azienda cercava.
    Sarebbe utile per capire i miei errori ed evitarli

    • Fabiola&Paolo ha detto:

      Ciao Roberto, certo che è possibile, anzi nel nostro blog puoi trovare diversi articoli che parlano proprio di linguaggio del corpo, in particolare due che parlano proprio della prima impressione che è uno degli elementi fondamentali e vincenti che possono farti fare una bella figura in un colloquio di lavoro. Sempre a proposito di linguaggio del corpo guarda anche il nostro canale Youtube dove abbiamo pubblicato diversi filmati, sempre su questo argomento, eccolo https://www.youtube.com/user/comunicareconvincere.
      Dai un’occhiata e vedrai che troverai sicuramente delle indicazioni utili.
      Intanto grazie del commento e seguici sempre!
      F&P

  2. Sergio SN ha detto:

    Sono titolare di una piccola azienda, quando faccio riunioni di lavoro spesso non raggiungo l’obiettivo. Credo che questo articolo mi possa aiutare. Mi sono accorto che la leadership si conquista un po’ alla volta… 🙂 Grazie del contributo alla mia crescita
    Sergio

    • Fabiola&Paolo ha detto:

      E’ proprio vero, non si nasce leader perfetti, si può avere una predisposizione, ma la gestione delle persone, dei collaboratori in particolare è un’attività di crescita quotidiana. Grazie dei complimenti, seguici sempre e guardati i nostri ebook gratuiti.
      Ciao
      F&P

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