VUOI FARE COACHING? ATTENTO A COME TRATTI I TUOI OBIETTIVI!

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Qual è il tuo obiettivo?

Con il coaching ti aiutiamo a renderlo ancora più raggiungibile.

Nel nostro precedente articolo sul coaching ti abbiamo aiutato a definire il tuo obiettivo secondo la regola SMART, piuttosto conosciuta a chi – come noi –  fa attività di coaching e mentoring. Ti abbiamo detto perché un obiettivo deve essere sintetico, misurabile, attuale, raggiungibile e temporalmente definito. Non hai letto l’articolo?! Che aspetti! E’ molto utile e interessante.

Però a volte non basta seguire al regola dell’obiettivo SMART nel coaching per ottenere i risultati desiderati. E’ utile anche assicurarsi che il tuo obiettivo abbia altre importanti caratteristiche che ti aiutano a raggiungerlo più velocemente e con minor fatica. Vediamo quali sono.

1 Obiettivo originale

I tuoi obiettivi devono essere originali. Originali non significa unici al mondo! Significa che devono essere pensati e tarati su di TE. Non puoi fare un lavoro di banale copia e incolla: prendo gli obiettivi che ha stabilito il mio caro amico e mi metto ad utilizzarli. I tuoi obiettivi devono essere pensati per te e su di te. 


Nella nostra attività di coaching e mentoring questo è un aspetto fondamentale: stabilire l’obiettivo in base alle caratteristiche di chi lo dovrà raggiungere.

nel coaching e nel mentoring scrivi i tuoi obiettivi

2 Obiettivo scritto

È indispensabile che i tuoi obiettivi vengano messi per iscritto. Intanto saranno molto più chiari per te, inoltre sarà come aver fatto un contratto con te stesso dove ti assumi una responsabilità ben precisa.

Nelle nostre attività di coaching e mentoring noi guidiamo sempre le persone non solo a scrivere gli obiettivi, ma anche a  portare sempre con sé il foglio dove li hanno scritti e a leggerli almeno una volta al giorno. È come guardare una mappa o seguire il navigatore per trovare la giusta rotta e non dimenticare qual è la meta. 

3 Obiettivo flessibile

L’obiettivo deve essere flessibile. Potrebbe sembrare una contraddizione con ciò che abbiamo appena detto. Se l’obiettivo deve essere realistico, definito e misurabile come può essere flessibile?  Beh è molto semplice, se nello stabilire l’obiettivo e nel descriverlo in maniera chiara, ci siamo posti comunque una meta troppo ambiziosa, questa può essere un limite.

Tornando all’esempio dell’inglese utilizzato anche nell’articolo precedente sul coaching, se ci accorgiamo che la nostra capacità è quella di arrivare ad imparare 7 nuove parole al giorno, stiamo andando effettivamente molto bene, non dobbiamo frustrarci continuando a pensare che l’obiettivo era 10 e se stiamo facendo 7 è un fallimento. In realtà noi stiamo ottenendo un risultato straordinario perché le 7 nuove parole al giorno stanno portando avanti in maniera eccellente la nostra conoscenza dell’inglese tecnico.

Le persone che seguiamo nel coaching e nel mentoring ci hanno spesso raccontato che in passato hanno abbandonato l’acquisizione di buone abitudini, solo perché gli obiettivi non erano stati raggiunti e questo provocava in loro delle frustrazioni. Spesso erano obiettivi troppo alti ed oggettivamente non raggiungibili.

4 Obiettivo visualizzato

L’obiettivo deve essere visualizzato. In pratica devi molto spesso immaginare come sarai e come ti sentirai quando avrai raggiunto l’obiettivo. Questo ti porterà un senso di piacere e di benessere, associato al raggiungimento di quella meta e questa sensazione sarà straordinariamente utile ad aiutarti nel percorso.

Quando facciamo coaching e mentoring, provochiamo virtualmente – con la tecnica del sogno indotto – la proiezione della persona nella sua futura condizione ad obiettivi raggiunti. 

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5 Obiettivo dichiarato

L’obiettivo deve essere affermato e dichiarato in maniera molto palese alle persone che possono aiutarti o che possono influenzare la tua possibilità di successo. coaching mentoring mantal coaching

Torniamo all’esempio dell’inglese, se tu parli con i tuoi colleghi, i tuoi amici, i familiari, dell’obiettivo che ti sei dato può darsi che loro qualche volta ti chiedano a quale punto sei, quale risultato hai raggiunto. Questo comporterà che sentirai un impegno anche nei loro confronti, come se avessi fatto un contratto con loro. Non solo, ma le persone con cui vivi ti possono anche aiutare ad ottenere l’obiettivo. 

Per esempio, stai facendo un viaggio in macchina insieme e loro si mettono con te a ripassare le parole o a controllare il tuo elenco aiutandoti a memorizzare.

Nella nostra attività di coaching, a volte prepariamo la persona a fare una pubblica dichiarazione con una certa ritualità o solennità, che è anche un’assunzione di responsabilità di alcuni degli obiettivi da raggiungere.   Quando ciò non è possibile, per ragioni di riservatezza, comunque facciamo ripetere gli obiettivi ad alta voce alle persone che seguiamo perché loro stesse ne percepiscano il valore, l’importanza e la realtà.

Vuoi saperne di più sul coaching? Allora leggi qui. In questo articolo di diciamo che differenza c’è tra il coaching in PNL (programmazione neurolinguistica) e la psicoterapia.

Ti ricordi di Giorgio nell’articolo precedente sul coaching? Il giovane imprenditore capace e ambizioso che stiamo seguendo proprio in questi giorni con un coaching. Giorgio si occupa di arte moderna, propone ad un mercato di intenditori opere artistiche di giovani emergenti. Il suo obiettivo, formulato seguendo la regola SMART è:

“Promuovere la mia attività in Italia e all’estero attraverso il social media marketing. Quindi voglio avviare un’azione  di SMM nei prossimi 6 mesi, attraverso il collegamento del mio sito web ai social network più diffusi nel mondo occidentale (Facebook, Twitter, Google+, YouTube)”.

coaching mentoring mental coachEcco, questo è un esempio di obiettivo correttamente formulato in tutte le sue caratteristiche. Segue la regola SMART: è sintetico; è misurabile e con tempi certi (sono definiti con esattezza gli strumenti del web da utilizzare è in quanto tempo); è espresso al presente, quindi attuale; è realistico (Giorgio conosce molto bene l’inglese e possiede discrete competenze sull’utilizzo del web).

Inoltre esso: è originale (è proprio per lui); ovviamente è scritto; è flessibile sia nei tempi che negli strumenti (…ma solo se dovesse essere proprio necessario!); è dichiarato (oltre e noi e alla sua compagna, Giorgio ha anche contattato un suo amico esperto di web marketing che lo supporterà in questa nuova attività e con il quale sta elaborando un piano di lavoro); infine è visualizzato, nel senso che Giorgio si è talmente concentrato su questo obiettivo che per lui è come fosse già realizzato e non ammette sconfitte!

Vuoi sapere di altri casi pratici? Nel nostro blog ne descriviamo dettagliatamente altri due. Un caso di leadership e un caso di passaggio generazionale in azienda. Buona lettura!  😆

Fabiola&Paolo

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P.S.

Tu sai che se dicessi “no” al momento giusto, staresti meglio. Guadagneresti più tempo per te e per le cose che ti interessano. Una piccola parola, “NO”, ti risolverebbe molti problemi della vita. Eppure, spesso hai difficoltà a pronunciarla!

Vuoi imparare a dire di no senza sentirti in colpa? CLICCA QUI e scopri di più

Guarda il nostro filmato sulla fase del “decollo” nel parlare in pubblico. Il “decollo” è la fase iniziale del parlare in pubblico, quella dove – con poche battute e in una manciata di minuti – devi conquistare il tuo pubblico e convincerlo che val la pena ascoltarti. Se affronti bene la fase iniziale del parlare in pubblico, il resto è in discesa. Se sbagli proprio in questa fase iniziale del parlare in pubblico… tanti auguri!

Guarda il nostro video sull’ascolto attivo Nella comunicazione umana l’ascolto attivo è l’elemento fondamentale. Se sai ascoltare, comunichi in modo efficace. La comunicazione umana interpersonale è soprattutto capacità di ascolto attivo. Ci preoccupiamo troppo di “saper parlare” per comunicare bene. Dovremmo invece preoccuparci di più di “saper ascoltar”e empaticamente.

Guarda il video sul linguaggio del corpo dell’aggressivo e dell’assertivo Se hai autostima, hai più capacità di comunicazione assertiva. L’autostima e l’assertività sono una conseguenza dell’altra. Con il tuo linguaggio del corpo puoi essere assertivo e migliorare i rapporti con gli altri. Guarda come l’assertività, la passività e l’aggressività trasmettono la tua autostima tramite il linguaggio del corpo. La comunicazione non verbale, come sempre lancia messaggi inequivocabili. La simulazione mostra il linguaggio del corpo e l’autostima dell’aggressivo, del passivo, dell’assertivo  

Per le immagini ringraziamo

CREDITS

2 Responses to VUOI FARE COACHING? ATTENTO A COME TRATTI I TUOI OBIETTIVI!

  1. max ha detto:

    Questo articolo è molto interessante, però devo dire che quando in passato ho provato a stabilire degli obiettivi che dovevo seguire da solo non sono mai riuscito a farlo. Qual’è il problema secondo voi? grazie
    Ciao da Max

    • Fabiola&Paolo ha detto:

      Caro Max, è un po’ difficile capire qual è il motivo per cui tu non hai raggiunto degli obiettivi solo leggendo queste poche righe che ci hai scritto. Dobbiamo dire che la nostra attività di coaching ci ha portato spesso a conoscere persone che avevano proprio bisogno di una guida, qualcuno a cui dover rendere conto di cose che facevano o, più spesso, che non facevano.
      L’attività di coaching che noi facciamo è proprio questo, serve a chi non riesce, autonomamente, a perseguire i suoi obiettivi.
      Ciao
      F&P

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